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Amarcord Pizzo: “Il mio anno a Torino e quello scudetto perso per un soffio…”

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Pro Recco a Torino

Amarcord Pizzo: "Il mio anno a Torino e quello scudetto perso per un soffio..."

Una sfida attesa da trentcinque anni: Torino è in fermento per la partita di sabato contro la Pro Recco. Un match che per i padroni di casa vale una maglia celebrativa, così da lasciare ai posteri traccia di un evento che manca dal 1981. E pensare che un anno prima il capoluogo piemontese aveva accolto il più forte pallanuotista di tutti i tempi: Eraldo Pizzo, attuale vice presidente della Pro Recco, per una stagione tra le fila della Sisport Torino. "La società era legata alla Fiat - ricorda il Caimano - e a molti dei pallanuotisti che arrivavano da fuori veniva offerto anche un posto di lavoro. Io no, facevo avanti e indietro, mi allenavo due o tre giorni a settimana. La squadra era forte: Alberani, Collina, Ragosa. L'allenatore era Giovanni Capobianco". Nomi importanti, ma lo scudetto non arrivò: "Fu un anno bellissimo, Torino è una grande piazza e seguiva la pallanuoto con passione. E poi da questo punto di vista la visibilità di Stampa e Tuttosport aveva il suo peso. Il tricolore sfumò per poco, lo vinse la Fiorentina ma a distanza di anni posso dirlo: secondo me lo meritavamo noi, anche se forse eravamo più deboli politicamente". Quella di Torino non è stata l'unica parentesi fuori Liguria per Pizzo, che nel 1978 aveva fatto tappa a Pescara, trascinando gli abruzzesi in massima divisione: "Fu un'ottima stagione in un ambiente positivo per la pallanuoto. Anche in quel caso facevo il pendolare: arrivavo alle 15, giocavo tre tempi, uscivo di corsa dall'acqua e un ragazzo mi portava in vespa fino alla stazione ferroviaria. Alle 18 ero già sulla strada del ritorno...".