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Massimo Ferreccio:
"Vi racconto i miei ragazzi"

Bella la prestazione dei ragazzi contro il Savona, bella e un po’ inaspettata. Alla vigilia la consapevolezza di avere di fronte una delle migliori formazioni della categoria, in acqua la convinzione di esserci, dopo la soddisfazione di avere giocato un’ottima partita.

E’ il pareggio tra la Pro Recco e la R.N. Savona, 8-8 il finale.

Massimo Ferreccio è il responsabile del Settore Giovanile, facciamo il punto della situazione: “Sono molto contento di tutti i ragazzi, in particolare degli Allievi. Ho visto una squadra che continua a migliorare, partita dopo partita, e sono sicuro che hanno ancora ampi margini. Sono contento del lavoro che sta svolgendo Elio Brasiliano, ma lo sapevo già, sono anni che ci frequentiamo, abbiamo vissuto bellissimi campionati insieme: so come lavora e come porta i ragazzi a centrare gli obiettivi, dalla singola partita alle eventuali (tocchiamo ferro) semifinali. Tornando al derby contro il Savona ho apprezzato anche l’arbitraggio, Pinato li ha lasciati giocare, partita piacevole da vedere e da partecipare”.

Le altre categorie: “Gli juniores giocano sotto categoria, ci sono un paio di 90, un 91 e tutti 93, sono piccolini, devono fare esperienza e la fanno bene contro squadre molto valide. Per gli under 15 abbiamo un problema di numero, tredici contati, a volte non riusciamo ad esserci tutti ma devo dire che in queste condizioni si stanno impegnando davvero, fanno anche troppo, sono piccoli e devono crescere anche loro”.

Ecco, tanto per aumentare e facilitare l’accesso allo sport, come si arriva alle giovanili della Pro Recco: “Le leve sono apertissime, vorrei proprio fare un appello affinchè i ragazzi si avvicinino di più al mondo della pallanuoto e poter diventare, domani, atleti della Pro Recco, uno dei nostri campioni. Abbiamo le tre formazioni under 15, 17, 20 e le Scuole di Pallanuoto ad Albaro, Camogli, La Spezia, dirette da Goran Radjenovic. Ma una cosa la devo dire, siamo senza piscina e questo è un problema enorme: come società stiamo cercando di risolvere alle famiglie almeno le questioni logistiche. Abbiamo messo a disposizione un pulmino con autista che collega Recco con le vasche di Camogli e Sori, dove si svolge l’attività, dove prendiamo l’acqua per fare allenare i nostri atleti. E’ chiaro che manca tutto il resto, il nostro impianto, il punto di riferimento, il luogo di ritrovo. L’abbiamo avuta in estate e Punta S.Anna ha funzionato molto bene. Voglio dire ai ragazzi che se hanno piacere l’opportunità c’è, la società è presente: ad esempio quest’anno per andare in trasferta hanno a disposizione un pullman, siamo riusciti a dare loro l’abbigliamento senza il minimo contributo da parte delle famiglie, insomma cerchiamo di  aggiungere tanti pezzettini in attesa di risolvere il problema più grave, quello dell’impianto”.

Da cinque anni accompagnatore della prima squadra: “Si questa è la quinta stagione sia con i grandi sia con le giovanili di Elio Brasiliano”.

Quali sono i rapporti tra i settori? “I ragazzi vengono a vedere le partite della prima squadra, ci vengono perché secondo me, secondo tutti noi,  è giusto così, la sostengono e imparano. Vedere giocare quei campioni, respirare quella pallanuoto è già un momento di crescita . La prima squadra è molto impegnata ma ci ha fatto molto piacere quando è intervenuta alla festa per il terzo posto alle Finali Nazionali, proprio in quella occasione sono stati Felugo, Udovicic, Calcaterra, Filipovic a invitare i ragazzi alle partite”

Come ci si rapporta, appunto, con grandi campioni e con giovani atleti? “Una differenza c’è: che quando dici qualcosa ai piccoli ti stanno a sentire quelli grandi…no ti stanno a sentire anche loro. Ti rapporti da una parte con uomini dall’altra con ragazzi”.

Ruoli precisi e rispetto dei ruoli, nella scuola, nella vita e anche nello sport non sempre è così e spesso gli errori sono commessi dagli adulti: “Nella nostra società facciamo in modo che non accada. I genitori hanno una regola fondamentale, sanno che non si parla di tecnica, per qualsiasi altra problematica siamo a loro disposizione, ma né con i dirigenti né con lo staff tecnico si parla di pallanuoto giocata. Brasiliano ha carta bianca perché ci fidiamo di lui. Nello sport dovrebbe valere come nella vita: quando tornavo a casa da scuola e dicevo che la maestra, il maestro oppure il prete, ho frequentato nove anni di collegio, è stato ingiusto, magari mi beccavo anche un castigo, oggi siamo arrivati al punto che i genitori si sostituiscono agli insegnanti, ci sono ruoli che devono essere rispettati, tra questi anche quello dell’allenatore".

Capita di vedere giovani atleti mentre giocano tenere atteggiamenti eccessivi, nei confronti degli avversarie magari anche del pubblico, non è una bella immagine: “Certi atteggiamenti se non sono esagerati sono comprensibili, un ragazzino che segna un gol importante come fai ad impedirgli di gioire. Quello che non accetto sono gli eccessi da parte dei genitori. Sono papà di quattro ragazzi che praticano sport a livello agonistico, ho sofferto, ho festeggiato, una volta ho litigato e in quella occasione la lezione me l’ha data mio figlio. Giocavamo categoria ragazzi a Bogliasco, ero in tribuna, non ero ancora accompagnatore, e mi sono preso a parole con un genitore, mio figlio a fine partita mi ha detto “se te lo vedo fare un’altra volta smetto di giocare”,  insomma mi ha insegnato qualcosa. Non accetto che se la prendano con i ragazzi e non accetto che se la prendano con gli arbitri, ma soprattutto, ripeto, con i ragazzi perché vanno rispettati, siamo a noi a dover dare l’esempio, se ci comportiamo male come possiamo pretendere che in acqua loro si comportino bene”.

C’è una richiesta, proprio da parte delle famiglie alla Federazione, che si possano conoscere con anticipo le date delle Finali Nazionali, ci siamo resi conto che un campionato dura quasi un anno intero: “E’ un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle e su quella di mio figlio quando giocava allievi nella Pro Recco, le finali a settembre non le condivido perché bisogna avere rispetto dei ragazzi. Rinunciano ad andare a sciare perché si allenano, rinunciano alle gite scolastiche perché si allenano, rinunciano a tutto e non possiamo permetterci di togliere loro anche le vacanze estive, l’unico periodo dell’anno che possono trascorrere con la famiglia. Ed è tutta la famiglia a quel punto rinuncia perché come si fa a chiedere ad un ragazzo prima di una finale di rinunciare per andare in vacanza?

La proposta è di giocare in estate, finire a luglio, godersi le piscine piene, prestare attenzione alle date degli esami, oppure eleggere un rappresentante dei genitori in Consiglio Federale, per ricordare scadenze ed esigenze”.

Prospettive per questa stagione? “... Di queste cose non si parla”.

 




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