E’ uno dei primi ad arrivare, sicuramente l’ultimo ad andare via. Torna ad essere capitano , dopo esserlo stato per sei anni della nazionale ungherese.
Tibor Benedek ora è il capitano della Pro Recco:
“La sento la responsabilità, certo” – comincia a raccontarsi – “pensi che non cambierà nulla invece cambia molto. Ognuno ha una domanda, prima mi occupavo solo di me stesso, ora devo stare più attento. Prima se non mi ricordavo un’orario telefonavo ad un compagno di squadra, ora sono loro a chiamare me”.
Ma c’è di più. La ricerca di un’amalgama tra grandi giocatori, non è facile:
"E’ un ruolo che ho già ricoperto in Ungheria, con la Nazionale, a cui sono abituato, questa volta però è un’altra cosa.
Sei il capitano di una squadra di tante Nazioni, diverse nella cultura generale e in quella pallanuotistica.
"E’ un’esperienza straordinaria. Si sentono le differenze e a me piace: sono curioso ed ho sempre cercato di imparare anche da altre culture. Ho imparato tanto da Vujasinovic , per esempio, ora guardo Filipovic, movimenti velocissimi e potenti. Perché guardo? Perchè voglio imparare, perché voglio migliorare anche per poter insegnare. Non so ancora che ruolo avrò ma sicuramente qualcosa farò nel mondo della pallanuoto”.
Pensa in qualche modo anche al futuro il Capitano, a quello proprio e a quello della pallanuoto:
"La Pro Recco è una squadra bellissima, magari difficile da gestire, siamo tanti e questo è un bel lavoro per l’allenatore, ma è sicuramente qualcosa di nuovo, è un’esperienza che si deve vivere. Io sto finendo, non so, giocherò ancora due o tre anni poi torno in Ungheria per continuare ad occuparmi di pallanuoto”.
C’è della profondità in quello che dice Benedek, ma proprio perché ci si proietta nel futuro un riferimento a che ne è e che ne sarà della pallanuoto vale la pena farlo: “Sto leggendo sui siti specializzati del “dibattito”, e non capisco perché nessuno chiede ai giocatori. C’è chi vuole programmare il futuro della pallanuoto e non ci interpellano. Si parla dei 5 continenti, di giocare d’estate, dobbiamo trovare un accordo. Io non parlo di quello di cui non so".
Mi basta guardare: la pallanuoto non esiste per il pubblico, le piscine sono vuote, perché? Non si capisce lo sport, le regole sono incomprensibili e sconosciute. Perché nelle partite in televisione non si usa la grafica, ad esempio segnare la linea dei 5 metri, il tempo dell’azione in evidenza e una più facile interpretazione delle decisioni arbitrali. Le regole devono essere semplici e divertenti, è vero dobbiamo giocare nel periodo estivo e diventare un prodotto vendibile. E’ necessario raggiungere un’autonomia economica solo così sarà possibile staccarsi dal nuoto da cui non dobbiamo più dipendere. E poi il calendario: ci sono competizioni che hanno perso valore, troppi appuntamenti. Europei, World League, Coppa Fina, Coppa Len, sovrapposizioni che non hanno un ritorno”.
Pubblico, si torna lì, a battere questo tasto, passaggio peraltro fondamentale:
"Dobbiamo obbligare le società ad avere i tifosi”- prosegue il Capitano – “ il pubblico non viene da solo, siamo noi a dover fare un passo verso di loro. E cambiare le regole sarebbe già un segnale.
Io toglierei l’alzo-tiro da 5 metri, non si capisce, non si sa se tiri o se passi al compagno, in tanti casi il tiro non è così diretto, a volte c’è la finta, comunque decide l’arbitro ed il pubblico non capisce perché. Anche noi giocatori vorremmo capire quando e perché: fanno corsi per arbitri, per allenatori e perché no per giocatori? Sarebbe interessante che ci venisse spiegato il regolamento direttamente da un arbitro”.
Spunti e riflessioni interessanti e il “dibattito” continua.
Ma sabato è pallanuoto, a dire la verità non sempre visti orari e giorni dell’ultima settimana, e la Pro Recco gioca in trasferta il derby contro il Bogliasco.
L’analisi tecnica: -“ E’ sempre difficile giocare. Incontriamo squadre che partono subito molto forte, Imperia e Lazio si sono presentate motivate, lo farà anche il Bogliasco. Noi non dobbiamo rischiare cali di concentrazione, sottovalutare gli avversari, o scontare il carico della settimana. Ha ragione l’allenatore Pino Porzio, prendiamo troppi gol. E’ vero, ma ne facciamo anche molti, può essere difficile essere sempre attenti se segni 17 reti”.
Il racconto continua, seduti su una panchina nella piscina di Sori, dopo avere nuotato, tanto, palleggiato e tirato, posato per un servizio fotografico con la focaccia dello sponsor Tossini, c’è ancora tempo per parlare del personale.
In casa Benedek è arrivata Barka, due mesi e mezzo ma già in gradinata a vedere papà che gioca. E' la terzogenita dopo un'altra femminuccia ed un maschietto: "Barka è un fiore ungherese del periodo di Pasqua, ed è bravissima: mangia e dorme, anche di notte. Piuttosto sono i lavori che stanno facendo nella casa accanto….!”.
A scavare ancora un po’ scopriamo che il nonno ed il papà di Tibor sono attori di prosa in teatro e che suo fratello è regista, per l’appunto teatrale.
Bè sempre di arte si tratta, come nei video correlati, un tiro fulminante di Benedek e un po’ di storia della pallanuoto ungherese.
http://www.youtube.com/watch?v=I-cGVaNqSlo
http://www.youtube.com/watch?v=IGhLWKfxGGk
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