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Champions, pari pazzo a Zagabria: 11-11 in casa della Mladost

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La Partita

Pro Recco in vantaggio a tre secondi dalla fine, Mladost Zagabria che pareggia sulla sirena: finisce 11-11 una partita "pazza" e dalle mille emozioni in casa dei croati. Un punto per i biancocelesti che perdono contatto con la testa del gruppo B di Champions League, ora in mano al duo Osc- Ferencvaros.
Si comincia ad alta intensità, i croati spingono e sprecano le prime due superiorità bloccate bene da Massaro. Il portiere biancoceleste intuisce ma nulla può sul rigore trasformato e conquistato dall’ex Bukic dopo due minuti di gioco. Ne servono più di quattro alla Pro Recco per trovare la via del gol: lo segna Filipovic, diagonale perfetto da posizione 2 che non dà scampo a Marcelic. La squadra di Rudic è imprecisa con l’uomo in più e a 57 secondi dalla sirena Radu si gira al centro e con il mancino porta in vantaggio i suoi per il 2-1 che chiude il primo quarto.
È la serata dei mancini e quello di Echenique capovolge il match in meno di 100 secondi con un tiro da posizione 3 che beffa Marcelic e un diagonale in superiorità. Uomo in più che sfrutta anche la Mladost con Bukic che trova il pareggio, poi i croati ripassano davanti con Bowen su rigore. Penalty che non sbaglia Mandic. E nel secondo tempo che sembra uno specchio, ecco i mancini di Kharkhov – tiro a schizzo sull’acqua sul palo corto – e Filipovic su rigore. I croati passano ancora in vantaggio con l’alzo e tiro di Cuk a due minuti e trenta secondi dalla sirena. Passivo che potrebbe aumentare se Massaro non si superasse due volte sul finire di tempo. E così al cambio campo la Pro Recco è sotto 6-5.
Il portiere biancoceleste non arriva sul diagonale di Bukic sotto l’incrocio, dopo 40 secondi del terzo tempo con Filipovic nel pozzetto. Nel momento più difficile del match la Pro Recco non sbaglia due superiorità: Di Fulvio e Mandic fanno 7-7 a metà tempo. I campioni d’Italia si aggrappano a Dobud, una macchina da espulsioni sotto gli occhi di Tucak: l’ennesima porta al suo primo gol di serata con un tocco sotto porta ispirato da Filipovic. La Pro Recco torna avanti a poco più di un minuto dalla sirena: il 7-8 non cambia più e accompagna le due formazioni all’ultimo quarto.
In 120 secondi la Mladost ripassa davanti: Vrlic al primo assalto con Di Somma nel pozzetto, Cuk su rigore. Di Fulvio in superiorità sigla il 9-9, poi una giocata da campione di Dobud a meno di tre minuti dal termine vale il 9-10. La Pro Recco getta al vento la superiorità della tranquillità, Cuk no e a un minuto e mezzo dalla sirena trova il pari. Gazzarra finale, Marcelic stoppa l’alzo e tiro di Mandic a 23 secondi dalla fine ma l’azione dei croati ne dura 15 prima che Gomez fischi un controfallo. Time out biancoceleste che Rudic disegna: Mandic per Dobud che tutto solo si conquista un rigore. Mandic non sbaglia a 3 secondi dal gong, ma il tempo a Zagabria sembra non finire mai e sulla sirena Radu segna l’11-11.
“Gli ultimi secondi sono stati molto lenti – commenta sarcastico mister Rudic – ma aldilà di questo, la squadra oggi ha sbagliato tanto, soprattutto con l’uomo in più. La Mladost ha impostato una partita fisica, con grande aggressività che gli arbitri hanno permesso. Ci sono tante cose da migliorare, la prestazione dei miei ragazzi non mi ha soddisfatto”.

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